Caro Maschio Etero Arrapato che scrivi in privato agli account con nomi femminili che commentano i post riguardanti tematiche sessuali;
che setacci tutti i gruppi e canali Telegram in cui si parla di sessualità per trovare profili con nomi femminili ai quali inviare messaggi privati:SMETTILA.
Non c’è niente di male nell’essere un maschio etero arrapato o nell’usare i social per conoscere persone e magari trovare partner sessuali.
Ma quindi qual è il problema?
Il problema è che stai dando per scontato che un essere femminile che si dimostra interessato e aperto verso i temi legati alla sessualità sia prontamente e indiscriminatamente disponibile all’accoppiamento; con chiunque e quindi anche con te.
Il problema è che stai dando per scontato che se una donna si informa e parla di sessualità allora significa che è una porca. E sappiamo che posto occupano le donne porche nell’immaginario erotico preconfezionato: sono corpi-oggetto – o meglio: buchi e tette – erotizzati a uso e consumo di maschi arrapati. Sono “le donne che ti scopi ma non ti sposi”.
Il problema è che stai scrivendo al buco ignorando la persona che vi è attaccata.
E dunque ti chiedo:
ma perché la destinataria dei tuoi messaggi dovrebbe starci?
Tu, che cosa stai offrendo? Un maschio che vuole scopare: never seen before.
(Che poi, forse, se l’essere femminile in questione si dimostrasse realmente disponibile tu ti tireresti indietro, perché una donna sessualmente sicura e consapevole che sa quello che vuole e agisce sul suo desiderio ti mette un po’ a disagio.
Ma se le tue prede digitali femminili non ci stanno, e magari ti rispondono male, seccate, non ci pensi due volte a definirle frigide, fighe di legno, sfigate che se la tirano, che si fingono tanto aperte ma poi, alla fine, non la danno.)
Il tuo comportamento non è né eccitante né interessante né originale. Anzi, le ragioni culturali del tuo modus operandi sono lampanti e antiquate:
ti hanno insegnato che un uomo non rifiuta mai una scopata, che ogni lasciata è persa;
che mostrare sicurezza e interesse nel sesso sia parte dell’essere uomo;
che la tua eccitazione e il tuo desiderio sono sempre legittimi ed esibirli fa di te un maschio virile.
Ti hanno insegnato che per te il sesso è sempre bello, a prescindere dal contesto e anche dal consenso. E quindi basta che respiri;
che il potere nel sesso lo detieni tu e che puoi decidere i tempi e le modalità assecondando il tuo piacere.
Ti hanno insegnato che il tuo pene è un’arma prodigiosa e potente da cui tu trai piacere e con il quale puoi dare piacere;
che nel gioco del sesso tu hai solo da vincere: orgasmi, virilità, reputazione.
Alle donne hanno insegnato a non parlare di sesso, a contenersi e dimostrarsi disinteressate per non sembrare quelle facili e perdere (verginità, reputazione, valore, dignità).
E quindi a te hanno insegnano che con le donne bisogna insistere perché ti diranno sempre di no, anche quando, sotto sotto, ci starebbero;
che le partner sessuali vanno conquistate e convinte;
che le donne nascondono il proprio desiderio e vivono il sesso passivamente e quando ne trovi una più aperta non devi fartela scappare perché è una preda facile.
Ti hanno insegnato che il piacere femminile è elusivo, complicato, accessorio e subordinato; che è il risultato della tua bravura sessuale.
Questo è quello che ti hanno insegnato:
ma davvero per te la sessualità è solo questo? Una performance di virilità, potere e cazzodurismo?
Davvero ti basta identificarti con un pene con le gambe?
Davvero pensi di non poter evolvere e diventare un maschio etero arrapato decente? Perché in fondo è solo questo che ti si richiede.
Il sesso non è qualcosa che si estorce, che si conquista o che si padroneggia per subordinare un’altra persona senza consenso, ma qualcosa che si negozia, si costruisce, si condivide; è uno scambio, un linguaggio di comunicazione, da cui trarre non punti virilità e pacche cameratesche ma appagamento, benessere, godimento.
Invece di infiltrarti negli account delle fanciulle dalla mente aperta con la vana speranza che ti aprano le gambe, a partire da oggi puoi lavorare per diventare una persona sessualmente consapevole, puoi interrogarti sui tuoi personali bisogni, desideri e limiti sessuali per capire qual è il sesso che tu vuoi per te e trasformare la sessualità in un’esperienza di piacere invece che in una ginnastica meccanica per pompare i muscoli del tuo ego.



