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Il secondo retreat Le Sex en Rose

Giugno 2023 è stato il mese del nostro secondo /ri·tro·var·si/ – il retreat che abbiamo progettato per dare corpo a tutti quei valori e quei concetti sui quali abbiamo costruito il progetto Le Sex en Rose e portarli nella dimensione del reale e del tangibile realizzando un’esperienza di (ri)connessione umana che possa avere un impatto positivo, concreto, sulla vita delle persone. 

/ri·tro·var·si/ è una tre giorni di vita comunitaria strutturata come un percorso graduale fatto di diversi momenti e attività che permettono di guardarsi dentro, di recuperare e celebrare la storia del proprio corpo, di esplorarsi e di connettersi con sé stess* e con le altre persone praticando la cura, il rispetto, l’ascolto attivo, il consenso e l’autodeterminazione.

Quest’anno il retreat ha cambiato casa e si è trasferito in un piccolo borgo della Toscana nella splendida Villa Poggetto, una villa del 1800 che ci ha coccolato con i suoi spazi accoglienti, la pace della campagna e la natura rigogliosa (nonché una piscina bellissima e una vasca idromassaggio riscaldata). 

Per 3 giorni abbiamo vissuto tutt* insieme condividendo il tempo e lo spazio:

la pratica di Odaka Yoga, guidata da Alessandro Besso, è stata un modo per attivare i corpi, abitarli consapevolmente e diventare un corpo unico, vivo, in movimento; 

la nudità ci ha permesso di liberare i corpi e riportarli a uno stato naturale spogliandoci delle pressioni e dei dogmi della performatività;

i corpi sono stati protagonisti attivi in ascolto, strumenti per connettersi e percepire il sé, l’altro e il mondo circostante;

i laboratori immersi nel verde ci hanno guidato attraverso un percorso di consapevolezza che ha portato in contatto prima le menti e poi i corpi;

i pasti e i momenti di relax hanno dato respiro al sé e spazio a momenti conviviali di aggregazione e pause riflessive di elaborazione individuale;

il cibo è stata una delle tante forme di nutrimento e di piacere che ci hanno coccolato e ristorato in modo rispettoso e sostenibile.

Per 3 giorni Villa Poggetto è diventata uno spazio sicuro in cui poter far cadere tutte le barriere che nel quotidiano innalziamo per proteggerci e difendere il nostro posto nel mondo. 

Questo secondo /ri·tro·var·si/ ci ha stordito di emozioni e ci ha portato a riflettere sulla direzione futura che vogliamo dare a Le sex en Rose. Ci ha fatto capire quanto sia potente, importante, costruire e abitare degli spazi offline in cui raggiungere quell’ideale di libertà che nella società di oggi e di questo tempo è non trova spazio; quanto sia salvifico recuperare e abbracciare la parte più umana e viscerale di noi, consentirci di essere vulnerabili e prenderci cura delle persone con cui dividiamo tragitti di vita; quanto sia rinfrancante e anche commovente riuscire a guardare l’altrə con fiducia, sapendo di poter trovare affetto, empatia, supporto, rispetto e ascolto; quanto sia liberatorio smettere di performare per farsi vedere, di urlare per farsi ascoltare, di ridursi per trovare posto, di compiacere per farsi accettare e di nascondersi per non subire. 

Infine, si è rafforzata la nostra consapevolezza dell’importanza della collaborazione: in questo viaggio non siamo mai stat* sol* e questo ci ha permesso di essere present* con la mente e con il cuore, di avere energie e di curare ogni aspetto affinché ogni persona potesse sentirsi comoda, potesse rilassarsi e allontanarsi dalla zona di comfort personale con la certezza di trovare, in ogni momento, un supporto, orecchie pronte ad ascoltare e braccia aperte nelle quali buttarsi.

Ci saranno altre opportunità di /ri·tro·var·si/?

Sì, presto: il prossimo retreat en rose sarà dal 15 al 17 Settembre, in un’altra villa immersa nel verde delle colline toscane.

/ri·tro·var·si/ visto da chi ha partecipato

Visto che nessuna mole di informazioni può restituire l’essenza del /ri·tro·var·si/ vi lasciamo dei frammenti di feedback scritti di chi vi ha preso parte: sono ritagli di messaggi che sono stati scambiati nel gruppo Telegram formato dalle persone che hanno partecipato a entrambi i retreat. 

Ho apprezzato in maniera esagerata l’assenza di giudizio, positivo o negativo. Stavate semplicemente accogliendo.

Tutte (TUTTE) le vostre storie mi hanno talmente toccato perché avete usato parole in cui mi sono riconosciuto, perché di persone così simili non potevo che fidarmi. Nessun3 tra voi ha raccontato qualcosa per creare l’effetto ‘guarda come sono sensibile, guarda che cose fighe ti racconto’ (mi avrebbe fatto chiudere a riccio).

Ma poi vedere come si possa essere persone con un’emotività fragile, profonda e svincolata dai ruoli di genere, CAZZOOOOOO CHE FIGATAAA!!!!

Espormi con il corpo e con la mia storia mi ha permesso di afferrare un pezzetto di libertà, di zittire per un po’ quella voce limitante e  giudicante verso me stessa. Mi sono presa la libertà di scegliere per me stessa e di dare spazio al mio sentire. Sto imparando con fatica a darmi spazio, a smetterla di leggere alcune esperienze come “mi sono tirata indietro” e dirmi invece “ho ascoltato me stessa e mi sono data la priorità”. Il ritrovarsi mi ha spinta anche verso questo cambio di prospettiva.

Condividere questa esperienza con voi, in uno spazio in cui non mi sono sentita giudicata né oggettivizzata, mi ha fatto pensare a quanto sia assurdo che nella vita di tutti i giorni non sia lo stesso.

Mai come prima mi son sentito voluto bene, abbracciato e accettato da così tante persone, e mai come prima ho voluto così tanto bene alle persone a mia volta.

Ho ancora un forte flusso di pensieri, immagini ed emozioni mixate tra loro che creano un cocktail unico da assaggiare ancora per molto.

Mi sento super cambiato, mi sento super diverso e non sapei come altro descriverlo, devo ancora rielaborare bene tutto ma è indubbio che mi sento super bene e sto vedendo tutto con occhi nuovi nella mia vita.

Dopo questo weekend, sono tornata a casa con una calma e una pace interiore che raramente provo. Mi sento molto serena, centrata e piena di vita ed energia.Sono immensamente grata a voi e a me stessa per essermi data l’opportunità di vivere un’esperienza come Ritrovarsi. Sono grata di aver avuto la possibilità di conoscervi e ascoltarvi. Grazie a voi ho imparato qualcosa di più di me. Sono andata ancora più a fondo nell’ascolto delle mie emozioni e del mio corpo.

Non faccio altro che perdermi nei ricordi di questa esperienza unica e sto interiorizzando che per ri•tro•var•si bisogna prima perdersi. E io mi sono persa lasciandomi trasportare e travolgere dalle storie, i volti, le forze e le fragilità dei miei compagni di viaggio. Semplicemente grazie. 

Ci sono molte cose che ho ritrovato:

ho ritrovato nei nostri abbracci un senso di unione che forse non avevo provato mai;

ho ritrovato una connessione con il mio corpo e il mio sentire che non credevo più possibile. 

Ho ritrovato il coraggio di lasciare andare e anche il piacere di perdere il controllo (poco, ma quel tanto che mi basta – per ora).

Mi ricordo bene la paura iniziale, la gioia estrema di sentirmi accolto, capito e coccolato e il senso di vuoto che provato quando è finita. Aver provato la sensazione di togliere la maschera e non percepire nessun tipo di giudizio per me è stato bellissimo. Nei giorni successivi continuavo a ripetermi anch’io: voglio questa sensazione sempre.

ri•tro•var•si è qualcosa di inspiegabile che ti entra dentro e non se ne va più e dopo un anno ti posso assicurare che mi sento più cresciuta e più forte. Stanca si per gli enormi passi avanti fatti, so che nella mia scalata posso rallentare e darmi tempo senza giudicarmi. Chi c’era può capire e se ce l’ho fatta io a riempirmi di positività e accoglienza lo potete fare anche voi.

Questo /ri·tro·var·si/ memorabile è stato possibile grazie a un’infinità di persone e realtà che avranno sempre un posticino nel nostro cuore.

Il grazie più grande va alle 3 persone che hanno fatto parte del wonderful team /ri·tro·var·si/ 2023:  

Alessandro Besso, che per la seconda volta non si è limitato ad arricchire il retreat con il suo amore e il suo talento per lo yoga e la meditazione ma si è immerso da pari;

Arianna & Elena, partecipanti del primo retreat, che si sono messe a disposizione per supportarci in qualsiasi modo potesse esserci utile: per le persone che hanno partecipato si sono occupate della preparazione di tutti i pasti trasformandola in un gesto generoso di cura e affetto; per noi sono state un punto di riferimento che ci ha donato stabilità e respiro mentale anche nei momenti di maggior vacillamento.

La nostra gratitudine va anche a tutte le realtà che hanno scelto di esserci e supportare quest’avventura:

Tenga & Lelo – produttori, rispettivamente, di sex toys per il pene e sex toys di lusso (soprattutto) per la vulva e la vagina – che, per il secondo anno, hanno coccolato le persone partecipanti con regalini per la ricerca del piacere;

Tibi, la startup italiana che produce una bevanda fermentata a base di kefir d’acqua (ancora poco conosciuto in Italia), frizzantina e rinfrescante, ricca di probiotici. vitamine, minerali e aminoacidi. Tibi ci ha rinfrescato durante la pratica di Yoga (per la composizione noi abbiamo scelto piante officiniali con un effetto distensivo e rilassante su mente e corpo);

Pangea Food, realtà toscana che produce alternative vegetali al formaggio usando esclusivamente ingredienti da agricoltura biologica, nonché “mamma” del mitico Gondino, lo stagionato vegetale di cui ci siamo innamorati al primo assaggio e che è stato protagonista delle cene;

KoRo, shop online di cibo a lunga conservazione (anche) bio e vegan, venduto in pacconi, che ci ha viziato con cibarie orgasmiche ad alto tasso di dipendenza accompagnandoci in ogni pasto con prelibatezze come creme spalmabili dolci (arachidi al caramello salato nel cuore) e salate (canapa & datteri scoperta inaspettata), biscotti (d’avena con farina di carrube, consigliatissimi), snack salati e scrocchiarelli (cracker di riso fritti al curry nuovo amore) e dolcetti cucciolosi (orsetti gommosi vegani);

Happy V Planet, marchio estone internazionale nato come avventura familiare, che produce alternative vegetali alla carne tra cui il celebre “salamino” affumicato che ha allietato i nostri aperitivi.

È stato potente e bellissimo. Grazie

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