dipendenza sex toys

I sex toys creano dipendenza?

Questa domanda viene fuori durante ogni talk in cui parliamo di sex toys e ogni presentazione del nostro libro. 

Questo articolo fa parte della serie Back 2 Basics sui sex toys realizzata in collaborazione con Control.

Se ci pensiamo, è una domanda che potremmo porci per ogni ingrediente in grado di rendere particolarmente piacevole e comoda la vita: la pizza crea dipendenza? Lo smartphone crea dipendenza? Il telepass crea dipendenza? Eppure ci permettiamo di indugiare in questi e altri agi senza risvegliare sensi di colpa.

Ma quando si tratta di piaceri sessuali tutti i parametri impazziscono, la nostra allerta si affila e la vocina prevenuta e giudicante inizia a blaterare e riempirci la testa.

Per mettere a tacere le ansie vi possiamo dire che, ad oggi, non esiste alcuna evidenza scientifica sulla dipendenza dall’uso di sex toys. 

La domanda in realtà non riguarda lo sviluppo di una dipendenza da definizione enciclopedica ma la preoccupazione che abituandosi alla stimolazione di sex toys (soprattutto quelli dotati di motore, che vibrano, pulsano o compiono altre prodezze difficilmente replicabili manualmente) si comprometta la sensibilità e non si riesca più a provare piacere in modi meno “mediati”.

E allora la risposta è già contenuta dalla domanda: l’uso frequente di sex toys potrebbe creare abitudine (come tutti i piaceri che rendono la vita più comoda ed efficiente).

Lo scenario più plausibile che si potrebbe verificare è che con il nostro sex toy ci troviamo molto bene, magari riusciamo a raggiungere l’orgasmo più comodamente, più facilmente, più velocemente e iniziamo a usarlo con sempre maggiore frequenza, sostituendolo ad altri tipi di stimolazioni più manuali e meno intense.

È naturale che nel tempo il nostro corpo si possa abituare a quella stimolazione e nel momento in cui torniamo a una stimolazione meno intensa possiamo notare una difficoltà maggiore a raggiungere il piacere (che potrebbe voler dire tempi più lunghi o orgasmi meno esplosivi ecc.).

Ma la stessa cosa vale per qualsiasi stimolazione o posizioni o pratiche sessuali che diventano delle scorciatoie per il piacere e che quindi siamo portati a ricercare: se ci abituiamo a stimolare sempre lo stesso punto sempre nello stesso modo sempre con la stessa intensità, modalità e velocità, il giorno che cambieremo ci troveremo per forza spaesat* e dovremo fare uno sforzo per riabituarci a una nuova modalità.

Se ci accorgiamo che ci stiamo abituando alla stimolazione di un sex toy e che passando a un altra stimolazione percepiamo meno sensibilità tutto quello che dobbiamo fare è prenderci una piccola pausa dal nostro giochino e riabituarci a provare piacere senza: la sensibilità tornerà esattamente come prima. 

Se invece non vogliamo innescare l’abitudine ci basta mantenere una varietà di stimolazioni e alternare pratiche, posizioni, sex toys, intensità, movimenti eccetera.

Ma ricordiamoci che non c’è niente di male nel ricercare il modo più comodo ed efficiente di provare il piacere, anche se la cultura sessuale repressiva in cui siamo immersi fa partire subito mille campanellini d’allarme quando ci sembra di spassarcela un po’ troppo. 

Diamoci il permesso di decidere come e quanto vogliamo godere (e mischiamo le fonti di piacere).

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