coppia sotto ombrello pioggia dorata

Pioggia dorata, golden shower, pissing, urofilia: il piacere passa dalla pipì

Quello che per alcune persone è causa di disgusto, per altre può essere una fonte di piacere. In questo caso l’elemento che polarizza le folle è la pipì.

Piss play e watersports sono i termini inglesi generali che racchiudono tutte le pratiche sessuali che hanno a che fare con l’urina e che rientrano nei feticismi o kink in quanto pratiche (statisticamente) atipiche.

Altri termini con cui si possono trovare menzionati sono pissing, golden shower, pioggia dorata, urolagnia, urofilia, undinismo o ondinismo (c’è anche un po’ di poesia in questo se consideriamo che le ondine o undine sono creature leggendarie, bellissime ninfe delle acque dalla voce incantevole).

Per quanto possano essere atipiche, si tratta di pratiche sessuali che suscitano la curiosità di molte persone, vengono praticate da altrettante e possono essere facilmente inserite all’interno di una vita sessuale variegata e non necessariamente “estrema”.

Golden shower

I termini più diffusi in italiano sono pissing e pioggia dorata (golden shower), che si riferiscono a un tipo di pratica sessuale: urinare addosso (o vicino) a un* (o più) partner o farsi urinare addosso (o vicino). 

A seconda di quello che piace e che scatena l’eccitazione di chi riceve la pipì e di chi la dona, il flusso di urina può essere direzionato su varie parti del corpo: petto, genitali, viso o dentro orifizi vari (bocca, vagina, ano). Sì, le ultime due suonano più come pratiche olimpiche che sessuali visto il grado di difficoltà ma qualcunə si ingegna davvero tanto per farlo. 

Questa è la pratica sessuale più diffusa tra quelle che coinvolgono l’urina, ma ne esistono tante altre. Alcune persone derivano la loro eccitazione dall’odore dell’urina o dal suono della minzione o semplicemente dalla vista. Gli scenari erotici che si possono costruire sono praticamente infiniti.

Visto in tv

Proprio perché si tratta di pratiche atipiche e “strane” secondo la visione stereotipata della sessualità, sono anche poco visibilizzate e relegate a una sfera molto privata. Nonostante questo, ancora una volta, Sex and the City (ormai più di 20 anni fa) è riuscita a portare la golden shower nelle case delle persone passando dal piccolo schermo: nel secondo episodio della terza stagione (Politicamente eretto) Carrie frequenta Bill, “il politico”. Durante una pillow talk (la conversazione tra partner post-sesso) lui le racconta una fantasia che vorrebbe realizzare: farsi fare la pipì addosso da Carrie sotto la doccia. Lei rimane visibilmente interdetta e senza parole e la puntata prosegue con una serie di battute e siparietti decisamente giudicanti nei confronti di lui e della fantasia, chiudendosi con Carrie che, dopo un altro incontro sessuale, gli dice che la cosa della pipì non è proprio il suo genere e con lui che la scarica.

L’argomento viene liquidato così, con una buona dose di kink-shaming e derisione.

Oggi possiamo metterci alle spalle SATC perché la golden shower è stata ripresa da un’altra serie che non si è limitata a menzionarla ma l’ha anche visibilizzata. Stiamo parlando di You: nel secondo episodio della quarta stagione infatti si vede un uomo (Adam) inginocchiarsi sul pavimento, indossare degli occhialini da nuoto e chiedere a un altro uomo, in piedi di fronte a lui, di urinargli addosso. Con tanto di ripresa sul viso colpito dal getto della pipì.

Ma non è finita. Nel quinto episodio la ragazza che sta frequentando Adam (Phoebe) ha scoperto il suo kink e vuole realizzare la sua fantasia: lo fa sdraiare sul pavimento, si mette a cavalcioni, in piedi, sopra di lui e si prepara a togliere gli slip ma si interrompe perché capisce dall’espressione di lui che la cosa non lo sta eccitando. Invece di fingere e accontentarla, Adam le spiega che quella dinamica con lui non funziona perché non incontra la specificità della sua fantasia, in cui la pratica è inserita in una dinamica in cui c’è uno squilibrio di potere: Adam si eccita solo se a urinargli addosso è una persona che lui reputa “sotto di lui” in termini di posizionamento sociale. Nella prima scena, infatti, a urinargli addosso è un membro dello staff del club elitario di proprietà di Adam.

La pipì nel BDSM

Quando la pratica sessuale è inserita in una dinamica di scambio di potere, rientra nel mondo del BDSM (Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo, Masochismo).

In questo caso si instaura una dinamica di dominazione/sottomissione e l’atto di urinare su una persona può anche essere usato come forma di umiliazione e degradazione (la parte sottomessa può essere trattata come un “wc umano”).

L’urina del Master o della Mistress può diventare una punizione per lə schiavə,  o, al contrario, un premio ambito, un dono pregiato che la parte dominante concede a quella sottomessa.

L’urina può anche essere una parte più o meno marginale di giochi di ruolo molto specifici, come nel caso dell’Adult Baby, la persona che trae gratificazione sessuale dalla regressione a uno stato infantile, personificando un* neonat* che può indossare un pannolino e farsi la pipì addosso. Esiste anche un acronimo specifico per questo ruolo: ABDL – Adult Baby & Diaper Lover (letteralmente: Bambinə Adulto e Amante del Pannolino). È una dinamica che rientra nell’Age-play, gioco di ruolo in cui chi partecipa assume un’età diversa da quella anagrafica, modificando il proprio aspetto e i propri atteggiamenti di conseguenza. 

Un altro scenario BDSM che potrebbe includere l’urina e l’atto della minzione è quello del pet-play, dove si assumono aspetto e atteggiamenti di animali (molto spesso animali domestici come cani e gatti).

Piss play: variazioni sul tema

Senza sconfinare nelle dinamiche BDSM, esistono altre pratiche oltre alla celebre golden shower.

L’eccitazione potrebbe derivare dalla vista dell’urina, oppure dall’ascolto di una persona nell’atto di fare pipì, oppure dall’odore dell’urina, magari percepito sugli indumenti (in questo caso si parla di renifleurismo).

Chi pratica il wetting invece trae gratificazione dal farsi la pipì addosso bagnando gli indumenti (magari in pubblico, per aumentare la sensazione di disagio e imbarazzo) o dal vedere qualcunə che si fa la pipì addosso. Alcun* si eccitano alla vista dell’intimo che si bagna di urina (questa è anche un’immagine molto erotizzata dalla pornografia). 

Esistono anche pratiche più complesse come il bathing, il bagno nell’urina.

Quando l’urina viene bevuta si parla di urofagia.

Dal confronto che abbiamo aperto sui nostri canali la golden shower è emersa anche come pratica autoerotica e quindi individuale. 

In Giappone è noto un kink particolare legato all’urina che prende il nome di Omorashi e prevede che l’urina venga trattenuta nella vescica fino al momento dell’urgenza. Anche qui il piacere può derivare da strade diverse: dalla sensazione derivante dall’urgenza di svuotare la vescica o dalla vista di un’altra persona mentre trattiene la pipì. Il rilascio dell’urina può essere erotizzato oppure no e coincidere con (o avvicinarsi a) il momento dell’orgasmo. 

Se vi sembra che questo vi risuoni è perché qualche anno fa, nel 2018, improvvisamente ha fatto il giro delle “news” il trend del peegasm, l’orgasmo indotto dalla minzione, che si raggiungerebbe rilasciando la pipì dopo averla trattenuta nella vescica il più possibile. Le sensazioni di piacere possono essere generate dalla pressione che la vescica piena esercita su strutture come clitoride, vagina, spugna uretrale e nervi pelvici, tutte coinvolte nell’esperienza del piacere sessuale. Oppure può verificarsi in un momento già carico di eccitazione, come per esempio quando ci si prende una pausa da un rapporto sessuale per svuotare la vescica.

Tutto bello, ma è anche sano e sicuro?

Sì e no.

Nessuna pratica sessuale è sicura al 100%: quello che possiamo fare è adottare tutti gli accorgimenti per renderla il più sicura possibile (il safe sex non esiste ma esiste il safer sex).

Il fatto che trattenere (ripetutamente) la pipì non sia una pratica sana dovrebbe essere risaputo: favorisce la possibilità di sviluppare infezioni e può danneggiare vescica, prostata, reni.

Per quanto riguarda la golden shower: bisogna tenere a mente che l’urina può contenere batteri e diventare tramite di infezioni se, per esempio, la persona che la rilascia ha un’infezione in corso e la sua urina entra in contatto con lacerazioni e ferite della pelle o mucose.

L’urina è un composto che il corpo necessita di espellere: berla significa richiedere ai reni un lavoro extra. 

Per avere informazioni più approfondite vi invitiamo a cercare fonti mediche.

Per minimizzare i rischi è bene accertarsi di essere san* (test regolari dovrebbero essere un’abitudine per accertarsi della salute sessuale propria e de* partner) e tenere il flusso di urina all’esterno del corpo, facendola entrare in contatto esclusivamente con una pelle sana e non danneggiata.

Perché piace la golden shower?

Per qualcunə il piacere può derivare dalla sensazione dell’urina che scorre sul proprio corpo.

Elementi di eccitazione possono essere il tabù, il fatto che si tratti di un atto ritenuto proibito e sporco, e quindi la trasgressione delle norme sociali.

L’idea di condividere qualcosa di tabù con un* partner può incrementare l’intimità e rafforzare un legame, renderlo più speciale. L’urina può assumere la valenza di un dono intimo e speciale destinato a una persona speciale, o può esporre a una vulnerabilità ricercata.

In alcuni scenari, come abbiamo visto, può appagare il desiderio di sottomissione o dominazione (o umiliazione, degradazione ecc).

A eccitare può essere l’idea di “marcare il territorio”, lasciare una traccia sul* partner. 

La fuoriuscita di un fluido dal corpo potrebbe essere mentalmente associata all’eiaculazione.

Il piacere può derivare dalla perdita intenzionale del controllo, dal lasciarsi andare a una sessualità più primitiva, selvaggia, viscerale, quasi animalesca.

Da dove si può cominciare per provare la pioggia dorata?

Si parte sempre dalla base: il consenso. Se si vuole provare questa pratica si può intavolare una conversazione con la persona con la quale la si vuole condividere per capire se dall’altra parte c’è l’intenzione di avventurarsi in questo territorio: nella sessualità non c’è niente di scontato, a maggior ragione quando si scelgono pratiche meno comuni che potrebbero mettere a disagio altre persone.

Prima di cominciare è bene anche raccontarsi le fantasie, immaginare dei possibili scenari insieme ed esporre i limiti reciproci in modo sa sapere fino a dove ci si può spingere e cosa assolutamente tenere fuori.

Questo non significa che non possa esserci spazio per l’improvvisazione o che si possa eliminare qualsiasi ambiguità e incertezza: spesso non sappiamo esattamente quello che vogliamo e quello che ci piace, soprattutto se ci stiamo avventurando in un territorio inesplorato. Bisogna fare i conti con quest’area grigia e avere cura e empatia nei confronti del* partner per accertarsi che tutte le persone coinvolte nell’attività sessuale si sentano bene e siano intenzionate a continuare (non senza imbarazzi e disagi, ma sempre con la volontà di partecipare).

Il luogo più semplice dal quale iniziare è sicuramente il bagno, dove doccia o vasca indubbiamente facilitano le operazione di pulizia e ripristino nasa, ma ci si può spingere anche al di fuori, dove si può coltivare quell’elemento di trasgressione, di avventura e anche di territorialità. Si possono usare delle accortezze per proteggere le superfici. Banalmente: mettere egli asciugamani sul pavimento. Esistono anche prodotti studiati per proteggere il letto, come le “sex blanket”, coperte pensate per un uso sessuale che assorbono i fluidi e li trattengono, come la Fascinator Throw di Liberator. La soluzione meno estetica e più economica è quella delle traverse. 

Piccoli accorgimenti che aiutano sempre sono bere molta acqua (per un’urina diluita) e fare attenzione a cosa si mangia.

Se si ama l’avventura outdoor ci si può spingere anche fuori casa: con la fantasia si possono costruire infiniti scenari; una volta gestita la parte della sicurezza, come direbbe il buon The Notorious B.I.G., sky’s the limit.

E se pensate che tutte queste pratiche siano dei fatti privati che accadono a porte chiuse, sappiate che esistono anche dei piss party, eventi tematici in cui è contemplato e incoraggiato il piss play ( citofonare WetNHot).

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