coppia aperta

Come aprire la coppia

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Sei impegnat* in una relazione monogama esclusiva e ti piacerebbe aprire il rapporto a esperienze (sessuali e non) con altre persone: da che parte iniziare? Come si propone al* partner di “aprire la coppia”? 

In una relazione duratura che è stata impostata e coltivata come monogama è molto improbabile che l’idea di aprire la coppia nasca da entrambe le parti contemporaneamente, soprattutto se l’argomento non è mai stato affrontato: è più comune che parta da un* partner che a un certo punto si trova a voler proporre un cambiamento sostanziale nell’equilibrio della relazione.

Ci capita spesso di ricevere messaggi con richieste di consigli su come muoversi in questo caso e, altrettanto spesso, ci capita di dover correggere il tiro quando leggiamo un certo incipit: “come convinco (a scelta) la mia compagna/il mio ragazzo/il partner?”

Continueremo a rispondere che: non si convince nessun* a fare niente! Quello che si può fare è parlare, confrontarsi e capire se la nostra esigenza è condivisa dall’altra persona.

Seconda premessa: ogni relazione è unica e profondamente diversa da qualsiasi altra, quindi non esiste un decalogo infallibile applicabile universalmente e noi non abbiamo nessuna verità assoluta da svelare. Ci sono però degli accorgimenti che possono favorire un dialogo costruttivo tra partner – ed eventualmente portare a un’apertura – senza far esplodere una bomba nella coppia.

Intanto è importante prendersi tutto il tempo che può servire affinché entrambe le parti si sentano a proprio agio nel confrontarsi e per decidere se intraprendere o no questa strada.

Per introdurre l’argomento ci si può far aiutare da risorse esterne da scambiarsi o consultare insieme: possono essere articoli, libri, video, account social che affrontano il tema della non monogamia, condivisioni di persone che sono già passate da un percorso simile e che raccontano la propria esperienza. Fortunatamente viviamo in un momento storico in cui sono sempre di più i contenuti che trattano il tema della non monogamia. 

In questo modo non sembrerà di starsi imbarcando in qualcosa di folle da sol* e senza punti di riferimento ma di star valutando una possibilità che altre persone hanno scelto, quindi non c’è motivo per sentirsi stran* o sbagliat*.

A questo punto i due scenari possibili, agli estremi, sono: la persona dall’altra parte mostra un interesse e un’apertura a mettersi in gioco e valutare di spezzare l’esclusività della relazione oppure manifesta una totale chiusura e rifiuta di prendere in considerazione l’apertura della coppia.

In quest’ultimo caso ci si troverà a compiere una scelta sulla base di alcune valutazioni: quanto è forte e importante l’esigenza di aprire la relazione? La persona che l’ha proposta è serena di fronte all’idea di abbandonare quella possibilità? Riuscirà a continuare a trovare soddisfazione nella relazione monogama esclusiva?

A seconda delle valutazioni, si potrebbe decidere, per esempio, di abbandonare l’idea serenamente, di trasformare la relazione esclusiva in una in cui un* partner è liber* di vivere esperienze al di fuori della coppia o di chiudere la relazione perché non appaga più le esigenze emotive/sentimentali/romantiche/sessuali di entramb*.

Nel caso, invece, in cui entrambe le parti si scoprano interessate a sperimentare l’apertura, si può passare dalla teoria alla pratica.

Prima però bisogna comunicare con onestà le proprie esigenze e i propri limiti e ascoltare quelli del* partner per accordarsi su come aprire la coppia: che tipo di esperienze si cercano? Coinvolgono la sfera sessuale o quella emotiva/sentimentale/relazionale o entrambe? Devono coinvolgere persone amiche o sconosciute? Le si vuole vivere insieme, condivise, o separatamente?

Alla negoziazione di quelli che si definiscono accordi dedicheremo un altro articolo. 

Una volta stabilito il confine della relazione e dell’apertura arriva davvero la fase “pratica”. E arriva anche un’altra domanda gettonatissima: dove si conoscono persone aperte a condividere quelle esperienze?

La risposta banale è che si possono conoscere un po’ ovunque, negli stessi posti in cui potremmo conoscere persone se fossimo single. 

Noi ci siamo resi conto che inizialmente sembrava tutto difficile non perché non esistessero persone che condividevano la nostra apertura mentale ma perché noi eravamo i primi giudici morali di noi stessi e l’idea di star cercando qualcosa di “inaccettabile” ci impediva di relazionarci in maniera naturale e non meccanica. Sembrava sempre che dovessimo proporre qualcosa di scandaloso e questo ci frenava. 

Esistono comunque diversi eventi, community e luoghi – sia online che offline – che, a seconda di quello che si ricerca, facilitano la conoscenza di persone con una visione comune della sessualità e/o delle relazioni. 

Per esempio ci sono le comunità poliamorose delle varie città che organizzano regolarmente birrette, merende e aperitivi in cui incontrarsi e confrontarsi sulla non monogamia; oppure i vari gruppi della comunità kinky (Munch, TNG) che si ritrovano per condividere l’interesse per il BDSM e la sessualità alternativa. 

Per la parte di sperimentazione più sessuale ci sono vari party “libertini”, di solito dedicati allo scambismo oppure al fetish e al BDSM. 

E infine ci sono ovviamente tutti i siti e le app di incontri che, soprattutto all’inizio, possono offrire un maggiore senso di privacy e di sicurezza.

Quando noi non sapevamo dove girarci, googlando e surfando l’internet alla ricerca di risposte siamo finiti sui siti dedicati allo scambismo, mondo che non conoscevamo ma che in quel momento sembrava l’unica opzione per “fare un’esperienza”. L’esperienza alla fine l’abbiamo fatta, non è andata come avremmo voluto ma è stata utile per capire che quella dinamica non ci apparteneva e che non è detto che quello che funziona per altre persone debba funzionare anche per noi. 

Quindi l’ultimo consiglio che ci sentiamo di dare è di essere pazienti, di non scoraggiarsi se le cose non vanno come abbiamo immaginato, sperato o concordato.

È possibile che le prime esperienze vadano male: ci si confronta, si indaga cos’è andato storto senza attribuirsi colpe e si cerca una nuova modalità.

È anche possibile che la “fase pratica” non arrivi mai, che si decida di sperimentare ma che non si presenti la situazione per farlo. Il solo fatto di aver fantasticato insieme sulla possibilità di vivere esperienze al di fuori della coppia potrebbe dare alla relazione quello di cui aveva bisogno.


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