Cos’è l’Asessualità? Cosa significa essere Asessuale?

L’asessualità è probabilmente uno degli orientamenti sessuali meno compresi e meno rappresentati, ripetutamente relegato all’invisibilità e all’emarginazione, anche all’interno della comunità LGBTQ+.

Questo è in gran parte dovuto alla diffusa allonormatività ovvero l’attitudine collettiva ad assumere che tutte le persone si sentano attratte sessualmente e/o romanticamente da altre persone; che il sesso e l’amore romantico siano desideri condivisi da chiunque. 

Le persone allosessuali sono coloro che provano attrazione sessuale. Un altro termine per definirle è zedsessuali.

Per le stesse persone asessuali può essere difficile riconoscere la propria identità nelle narrazioni sociali ipersessualizzate in cui tutto gira intorno al sesso, è sessualizzabile e trasformabile in oggetto del desiderio. Anche all’interno delle conversazioni sulle tematiche LGBT+ si parla quasi sempre della direzione che segue l’attrazione sessuale ma quasi mai si mette in discussione la sua posizione nella vita delle persone. 

(Una breve precisazione prima di continuare: non siamo persone asessuali e con questo articolo non vogliamo parlare per esse ma contribuire a migliorare la comprensione delle identità e tematiche queer)

Asessualità

L’asessualità è l’orientamento sessuale di chi non prova attrazione sessuale per altre persone, indipendentemente dal loro genere. 

Spesso viene abbreviata nella sigla Ace. è rappresentata dalla lettera A nella sigla LGBTQIA+

L’asessualità non è una scelta (come il celibato o l’astinenza) ma un tratto dell’identità sessuale, parte del “chi siamo”. E non è neanche una moda o una malattia o una disfunzione sessuale o una fase temporanea (sebbene la sessualità sia fluida e possa cambiare nel corso della vita di un individuo) o una forma di repressione sessuale.

X di asessualità

Visto che di asessualità se ne parla sempre un po’ di più, si è diffusa la convinzione che l’asessualità sia una nozione recente, ma è da almeno la fine del XIX secolo che l’ambiente medico-scientifico si interessa alle variazioni del desiderio (e del comportamento) sessuale delle persone, da quando ancora il termine asessualità non esisteva.

Nel 1896 il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld ha introdotto il concetto di anestesia sessuale per parlare delle persone  “senza alcun desiderio sessuale” nel suo pamphlet Sappho und Sokrates.

Un anno dopo, nel 1897, la sessuologa tedesca Emma Trosse (considerata la prima donna a pubblicare un lavoro scientifico sull’omosessualità delle donne) ha parlato di asessualità in termini di asensuality (Sinnlichkeitslosigkeit), dichiarando anche di identificarsi in quella dimensione.

La prima persona a usare (infelicemente) il termine asessuale sembra essere stato Otto Weininger, che l’ha usato come sinonimo di “rinuncia” al sesso, di celibato e di innocenza, nel suo controverso lavoro Sex and Character in cui ha dichiarato, molto misoginisticamente, che per una donna, in quanto tentatrice sessuale e per questo denigrabile, non è possibile essere asessuale.

Nei primi decenni del ‘900 diversi testi scientifici di sessuologia e psicologia hanno fatto riferimento all’asessualità usando molteplici termini ma quasi sempre attraverso una prospettiva peggiorativa  che ha patologizzato l’asessualità trattandola come una condizione medica, un malfunzionamento sessuale dell’individuo.

Un esempio è Psychopathia Sexualis dello psichiatra tedesco Richard von Krafft-Ebing, uno dei primi testi a parlare di patologie sessuali… con l’obiettivo di patologizzare tutte le pratiche sessuali non funzionali alla riproduzione e pertanto ritenute devianti. L’asessualità era citata sotto il nome di Anæsthesia Sexualis (Assenza di sensazioni sessuali).

Uno dei primi riferimenti (positivi) all’identità asessuale risale al 1907 e alle parole del Reverendo Carl Schlegel, nato in Germania e migrato negli Stati Uniti all’età di 15 anni, riconosciuto come il primo attivista d’America per l’emancipazione sessuale per aver parlato pubblicamente in difesa dei desideri e dei comportamenti delle persone omosessuali. Il termine “asexual” compare nei verbali Minutes of the Presbytery of New Orleans del 29 gennaio 1907, in cui il reverendo viene giudicato colpevole di difesa della “legittimità e naturalezza della condizione, e in alcuni casi della pratica stessa di omo-sessualismo, Sodomia o Uranismo”. Come riporta il testo, Schlegel sosteneva e auspicava le “stessi leggi” per “omosessuali, eterosessuali, bisessuali, asessuali.”

La comprensione dell’asessualità come orientamento sessuale inizia probabilmente a metà ‘900 con il lavoro del sessuologo americano Alfred Kinsey. La sua famosa Scala Kinsey, elaborata nel 1948 come parte di una ricerca sul comportamento sessuale umano, poneva la sessualità su uno spettro e attribuiva agli orientamenti sessuali dei valori crescenti da 0 a 6 , dove 0 corrispondeva a “esclusivamente eterosessuale” e 6 a “esclusivamente omosessuale”. In mezzo erano compresi tutti i comportamenti sessuali che non possono essere classificati nettamente da una parte o dall’altra. Nella sua ricerca aveva però constatato che alcune persone rimanevano fuori dalla scala perché non provavano interesse sessuale per alcun genere, contrassegnandole con una “X”. Oggi le persone nella categoria “X” le chiameremmo asessuali.

Al di fuori delle pubblicazioni scientifiche, uno dei primi testi a usare il termine asexual è The Satanic Bible di Anton LaVey, del 1969, uno dei capisaldi del satanismo moderno, il movimento ideologico che usa Satana non come entità divina ma come figura allegorica metafora dell’uomo come unico dio di sé stesso per promuovere autonomia personale, razionalità e pragmatismo, e cause come egualitarismo, giustizia sociale, separazione tra stato e chiesa. Il testo comprende delle visioni progressiste della sessualità. LaVey scrive:

 il Satanismo condona ogni tipo di attività sessuale che soddisfi adeguatamente i desideri individuali – siano essi eterosessuali, omosessuali, bisessuali o anche asessuali. Il Satanismo sancisce inoltre ogni feticismo o deviazione che possa arricchire la vita sessuale, fintanto che non coinvolga qualcuno che non desideri essere coinvolto.

E, nello specifico, si riferisce all’asessualità come a uno stato di “sublimazione sessuale”, inquadrandola ancora come una scelta piuttosto che come un tratto identitario, ma difendendone la validità e parlandone in termini non peggiorativi (pur usando il termine “anormale”).

Anche l’asessuale ha una deviazione: la sua asessualità. È molto più anormale avere una carenza di desiderio sessuale (salvo che per malattia o vecchiaia, o altre valide ragioni che hanno causato il declino) che essere sessualmente promiscui. Tuttavia, se un Satanista sceglie la sublimazione sessuale al posto di un’espressione sessuale aperta, questo è del tutto affar suo. In molti casi di sublimazione sessuale (o asessualità), ogni tentativo di emanciparsi si è dimostrato devastante per l’asessuale.

Gli asessuali sono costantemente soddisfatti sessualmente dai loro lavori o hobbies. Tutta l’energia e l’interesse che normalmente sarebbero dedicati all’attività sessuale, sono canalizzati in altri passatempi o nelle loro occupazioni prescelte. Se una persona predilige altri interessi rispetto all’attività sessuale, è un suo diritto, e nessuno è legittimato a condannarlo per questo.

Nel 1972 è stato redatto il manifesto dell’asessualità – The Asexual Manifesto – che definisce l’asessualità attraverso una lente femminista, come forma di protesta nei confronti della norma patriarcale che oggettifica la donna riducendo la finalità della sua esistenza alla gratificazione sessuale maschile. Nel manifesto non si parla ancora in termini di mancanza di “attrazione” e l’asessualità è ancora inquadrata come una scelta, ma vengono introdotti alcuni concetti chiave come la distinzione tra libido e desiderio di fare sesso con altre persone. L’attenzione è posta sul fatto di considerare un* partner come elemento non essenziale al sesso e il sesso come elemento non indispensabile per una relazione soddisfacente. 

Dagli anni ’70/’80 inizia a consolidarsi l’uso del termine asessuale/asessualità per identificare un orientamento sessuale, ma la confusione regna sovrana. 

AVEN logo

La vera svolta in direzione di una reale comprensione della sessualità avviene grazie alla creazione di AVEN – Asexual Visibility and Education Network, la più grande comunità asessuale del mondo, fondata nel 2001 con i chiari intenti di promuovere la pubblica accettazione e discussione dell’asessualità e di facilitare la crescita di una comunità asessuale. AVEN ha contribuito a legare la definizione di asessualità alla mancanza di attrazione sessuale e a standardizzare il linguaggio dell’asessualità.

La prima volta che la comunità scientifica si interessa all’asessualità, adottando un’atteggiamento globalmente positivo, è il 2004, quando lo psicologo canadese e docente universitario Anthony Bogaert pubblica il suo studio sul tema (Asexuality: Prevalence and Associated Factors in a National Probability Sample) sul Journal of Sex Research, implementato poi, nel 2006, da un ulteriore paper di ricerca (Toward a Conceptual Understanding of Asexuality) in cui ha tentato di meglio definire l’asessualità, differenziandola esplicitamente dai disturbi sessuali e da una scelta personale (come può essere l’astinenza). Questi studi hanno gettato le basi per un cambiamento nell’approccio accademico alla comprensione della sessualità umana.

Attrazione, non azione

L’asessualità ha a che fare con quello che una persona sente, non quello che fa. 

L’attrazione non corrisponde a un comportamento sessuale, quindi non provare attrazione non implica non voler avere contatti sessuali o non voler fare sesso, e non equivale neanche a un’assenza di libido e/o di impulsi sessuali.

Le persone asessuali non sono escluse da esperienze come la masturbazione, il sesso, l’eccitazione, l’orgasmo, l’innamoramento, la creazione di relazioni, il matrimonio, la genitorialità ecc.

Alcune persone vivono tutte queste cose, altre no, altre solo alcune. Esattamente come qualsiasi altra persona. Per esempio, alcune provano desiderio sessuale e ricercano appagamento, piacere, nel sesso; altre provano eccitazione e piacere solo nel masturbarsi ma non nell’interazione sessuale con altre persone.

In fondo la presenza di attrazione non è l’unica motivazione per la quale “si fa sesso”.

Diversi tipi di Attrazione

La confusione che circola intorno al concetto di asessualità dipende anche dal fatto che, culturalmente, tendiamo a pensare all’attrazione come a un’energia unica che avvicina le persone. Invece possiamo distinguere tra tipi diversi di attrazione che costruiscono diversi tipi di relazioni (non tutte le relazioni sono basate sul sesso!). Una semplice distinzione può essere fatta tra attrazione romantica e attrazione sessuale (ma ne esistono anche altre forme).

Le persone asessuali non provano attrazione sessuale ma possono provare, per esempio, attrazione romantica. Quindi, una persona asessuale – a seconda del/dei genere/i di persone da cui si sente attratta, può essere biromantica, omoromantica, eteroromantiche, panromantica o ogni altro orientamento romantico.

Quando si parla di assenza di attrazione romantica si usa il termine aromanticismo (abbreviato in aro o arospec): ne abbiamo parlato in questo articolo.

La sigla Aroace identifica le persone che sono sia asessuali che aromantiche. Le persone Aroace possono comunque costruire relazioni profonde e continuative che non sono né sessuali né romantiche.

Spettro asessuale

Non esiste un unico modo di vivere l’asessualità e alcune persone asessuali potrebbero non rivedersi nella sua definizione rigida. Per questo l’asessualità è considerata uno spettro che comprende orientamenti sessuali vicini e simili tra loro.

Con il termine Acespec si fa riferimento allo spettro o ombrello asessuale.

Asessualità e rapporto con il sesso 

In generale, le persone asessuali possono adottare diversi atteggiamenti nei confronti del sesso (descritti da termini come Sex-AmbivalentSex-FavorableSex-IndifferentSex-Repulsed) e rifiutare completamente l’idea di un contatto di tipo sessuale, provare avversione per esso, oppure essere neutrali nei confronti del sesso o porsi a favore e accoglierlo nella propria vita. Per esempio, una persona asessuale impegnata in una relazione con una persona allosessuale può scegliere di fare sesso (e trarne piacere).

Afobia

L’afobia comprende la paura, l’odio e l’antagonismo nei confronti dell’asessualità e/o aromanticismo e delle persone asessuali e/o aromantiche. Si manifesta in una serie di sentimenti e comportamenti discriminatori, pregiudizievoli e oppressivi rivolti alle persone che si identificano come asessuali e/o aromantiche. Pensare che l’asessualità (o l’aromanticismo) non esista è una forma di afobia. 

Simboli dell’Asessualità

Bandiera asessuale

File:Asexual Pride Flag.svg - Wikipedia

È stata scelta, per votazione, nel 2010 dagli utenti di AVEN. Ha quattro bande orizzontali della stessa altezza. Dall’alto in basso i colori rappresentano:

  • nero – asessualità
  • grigio – graysessualità
  • bianco – partner (non asessuali) e alleat* delle persone asessuali 
  • viola – la comunità

Anello nero

Alcune persone portano un anello nero intorno al dito medio della mano destra per identificarsi come asessuali. 

Torta 

Asexual symbol explained | Learn more about asexuality on asexuals.net
Fonte immagine: Asexuals.net

Nei luoghi della comunità asessuale girano molte immagini di torte, ma non perché le persone asessuali abbiano un’ossessione per la pasticceria. È un simbolo che si è diffuso soprattutto su AVEN e che nasce dalla battuta ironica sul fatto che le torte sarebbero meglio del sesso. Sul forum si è sviluppata la consuetudine di offrire una simbolica fetta di torta virtuale per dare il benvenuto ai nuovi membri.

Assi

L’abbreviazione di asessualità Ace è anche il termine inglese che significa asso. Da questo gioco di parole è nato l’uso degli assi per simboleggiare diverse sfumature di asessualità.

♥ Asso di cuori – persone asessuali alloromantiche (o zedromantiche)

♠ Asso di picche – persone asessuali aromantiche

♦ Asso di quadri – persone demisessuali 

♣ Asso di fiori – persone graysessuali o questioning, che si stanno interrogando sulla loro (a)sessualità

Orientamenti compresi nello spettro asessuale

Al di là delle etichette e delle definizioni, è importante sapere che esistono diversi modi di vivere l’asessualità e che le persone asessuali hanno vite diverse e tutte valide.  

Bandiera Greysessualità

Greysessualità

Si può considerare come una sorta di area grigia tra l’asessualità e l’allosessualità. Le persone che si definiscono greysessuali possono provare attrazione sessuale in rare occasioni o solo in alcune specifiche circostanze oppure possono vivere un’alternarsi di periodi in cui la sperimentano e altri in cui non la sperimentano. Alcune non sono sicure di (non) provare attrazione sessuale.

Esistono poi altri termini per descrivere esperienze specifiche di greysessualità.

Bandiera Demisexual

Demisessualità

Orientamento sessuale di chi prova attrazione sessuale solo dopo aver formato un forte legame emotivo con una persona.

Bandiera Frayromantic

Fraysessuale (o ignotasessuale)

Al contrario, una persona fraysessuale prova attrazione sessuale solo verso persone con cui non è legata da profondi legami emotivi. L’attrazione svanisce nella progressione della conoscenza.

bandiera aceflux

Aceflux

L’’orientamento sessuale delle persone aceflux oscilla lungo lo spettro tra asessualità e allosessualità. Si possono alternare periodi di assenza di attrazione sessuale ad altri in cui si prova attrazione. Anche l’intensità dell’attrazione può fluttuare.

Bandiera Acespike

Acespike

Una persona acespike prova un’attrazione sessuale intensa in alcune occasioni rare e improvvise, e per un periodo limitato di tempo, dopo il quale l’attrazione sparisce in modo altrettanto improvviso.

Bandiera Lithosexual

Lithosessuale (o akoisessuale)

Chi prova attrazione sessuale ma questa svanisce nel momento in cui è ricambiata, perché si prova disagio all’idea che una persona possa provare attrazione sessuale nei propri confronti. Per questo motivo generalmente le persone lithosessuali non desiderano relazioni sessuali. 

bandiera Recipsexual

Reciprosessuale

Persona che prova attrazione sessuale solo quando sa che questa è ricambiata. 

Bandiera Cupiosexual

Cupiosessuale

Chi, pur non provando attrazione sessuale, desidera una relazione di tipo sessuale o apprezza l’idea di essa.

Bandiera Aegosexual

Aegosessuale/Autochorisseuale

Chi prova eccitazione per il sesso ma non vuole partecipare in attività sessuali.  Una persona può aegosessuale avere fantasie sessuali o eccitarsi davanti a contenuti erotici ma non provare il desiderio di avere un contatto sessuale. Non sempre è considerato parte dello spettro ace.

Asessualità nei media

La rappresentazione dell’asessualità nei media è ancora scarsa, soprattutto se parliamo di personaggi che sono apertamente asessuali. Alcuni sono considerati asessuali in base agli atteggiamenti che mostrano nei confronti del sesso ma la loro presunta asessualità non è mai stata dichiarata. 

Todd Chavez Bojack Horseman

Il personaggio chiave che ha creato uno spazio di rappresentazione dell’asessualità nei media è Todd Chavez della serie animata BoJack Horseman, che si interroga sulla propria identità sessuale ed esplora la sua asessualità dopo averla riconosciuta.

Lord Varys di Game of Thrones è asessuale, e questo non c’entra nulla con il fatto che sia un eunuco: a un certo punto della serie dice esplicitamente di non aver mai provato attrazione per nessuno.

Florence Sex Education

Florence di Sex Education: scopre di essere asessuale quando si rivolge a Jean Millburn, sessuologa e mamma di Otis, pensando che ci sia qualcosa di sbagliato in lei perché il pensiero di fare sesso la respinge. Jean la introduce al concetto di asessualità concludendo che “La sessualità è mutevole. Il sesso non ci completa. Perciò, non puoi avere qualcosa che non va.”

Sheldon Cooper the big bang theory

Sheldon Cooper di The Big Bang Theory è spesso considerato asessuale ma i suoi atteggiamenti nei confronti del sesso sono basati più che altro su problemi a relazionarsi con gli esseri umani in generale (e alle persone asessuali non fa particolarmente piacere essere associate a un essere robotico e disfunzionale)

Anche Sherlock Holmes, in alcune rappresentazioni, sembra essere rappresentato come una persona asessuale. L’attore Benedict Cumberbatch, nel 2014, ha anche confermato l’asessualità del suo personaggio ma l’ha associata non all’assenza di attrazione ma a una repressione funzionale a concentrarsi sul lavoro. Peccato non sia questo il significato di asessuale.

Ci sono altri personaggi asessuali ma meno famosi: c’è ancora motla strada da fare.

Risorse 

AVEN Italia – forum italiano della comunità asessuale

Account Instagram italiani da seguire per espandere la comprensione dell’asessualità:
@aroacefox
@rete_lettera_a
@femminismo_aroace

Libro: Ace: What Asexuality Reveals About Desire, Society, and the Meaning of Sex 

Articoli di approfondimento

Finding Asexuality in the Archives

The Language of Asexuality Before AVEN

Asexuality: A Brief Introduction – From the pages of AsexualityArchive.com (pdf)

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