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Aprire la coppia: limiti, confini e accordi

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Dall’esterno la non monogamia viene spesso vista come un mondo totalmente sregolato, un’anarchia del sesso e dei sentimenti in cui ogni persona fa ciò che vuole.

Siamo convinti che questa descrizione si applichi molto meglio a tante monogamie non scelte in cui, a forza di dare tutto per scontato,si smette di parlarsi, di capirsi, di scegliersi e ci si ritrova a camminare dandosi le spalle, diretti verso direzioni opposte, vincolati ma non uniti.

Tutte le forme di non monogamia (in questo articolo ne abbiamo esaminate diverse, dal poliamore all’anarchia relazionale) non possono prescindere da una base di comunicazione tra tutte le parti coinvolte che, con trasparenza e onestà, negoziano i termini della relazione in modo che ognuna si senta ugualmente coinvolta e rispettata.

Idealmente ogni relazione dovrebbe proteggere la salute mentale, emotiva e sessuale di ogni persona coinvolta.

Nell’articolo in cui rispondiamo alla domanda “come aprire la coppia?” abbiamo introdotto il tema degli accordi, ma prima ancora di negoziare e tracciare il perimetro di una relazione bisogna partire da sé e fissare il proprio centro interrogandosi sui propri limiti.

I limiti sono personali, riguardano l’individuo, e hanno la funzione di proteggerci fisicamente, mentalmente ed emotivamente (e non quella di controllare il comportamento altrui).

Possono essere fisici – e riguardare il corpo, la sessualità (banalmente: “non voglio essere stimolat* qui”) – o mentali – e riguardare l’intimità, emozioni, valori (per esempio: “non voglio avere una relazione con persone che non siano oneste con i/le loro altr* partner”).

I limiti vanno comunicati in modo trasparente a* partner: significa assumersi la responsabilità delle proprie emozioni, del proprio sentire.

Naturalmente possono cambiare nel tempo.

Sulla base dei limiti individuali si possono stabilire i confini della relazione e negoziare gli accordi.

Gli accordi possono riguardare aspetti relazionali e/o sessuali e devono rispettare e rappresentare i limiti e i bisogni di ogni persona coinvolta nella relazione. Non devono essere percepiti come delle trappole ma tutelare il benessere individuale e della relazione. Permettono di procedere nella stessa direzione in modo sicuro e sano.

Naturalmente devono essere negoziati su base consensuale e dovrebbero essere quanto più possibile realistici e ragionevoli, altrimenti tanto vale non stabilirli. 

La negoziazione di qualsiasi forma di relazione dovrebbe partire dal presupposto che le persone non si possiedono.

Da dove si comincia a negoziare?

È impossibile stilare una lista esaustiva di possibili accordi tra partner, ma ce ne sono alcuni di base che sarebbe meglio concordare all’inizio di una relazione non monogama o quando, per esempio, si decide di aprire la propria relazione monogama/esclusiva ad altre persone/esperienze. 

Alcuni possono riguardare il coinvolgimento: l’apertura riguarda solo la dimensione sessuale o anche quella relazionale/sentimentale?

Altri il grado di autonomia di ogni partner: le esperienze saranno vissute insieme o separatamente? 

Nel caso in cui si vivano separatamente: devono avvenire nello stesso momento o possono capitare in momenti diversi? 

Devono essere concordate prima o possono capitare senza “preavviso”? 

Devono essere condivise (verbalmente) con il/la partner? Quanto racconto viene condiviso, quale parte? Quando vanno condivise? Prima, subito dopo, in qualsiasi momento? Per alcune persone ascoltare il racconto di un’esperienza vissuta dal* partner può essere eccitante, per altre può generare ansia e creare gelosia, per altre ancora è un collante che tiene uniti anche senza condividere fisicamente un’esperienza.

Alcuni accordi sono in qualche modo codificati e hanno dei nomi. Per esempio:

Don’t ask, don’t tell (DADT) – non si chiede e non si dice. Questo accordo prevede che non si condivida nessuna informazione su esperienze al di fuori della coppia/relazione. 

È un tipo di accordo molto rigido che può funzionare bene, per esempio, per le relazioni a distanza, oppure per le relazioni mono-poli (dove un* partner è monogam* e non vive esperienze/relazioni al di fuori della coppia e l’altr* è poliamoros*) o per un periodo limitato di tempo, in una fase di transizione della relazione.

Il limite di questo accordo è che non dà modo di condividere tutta una parte di sentimenti, di confrontarsi apertamente sulla relazione, sui cambiamenti, sulla direzione in cui si sta andando, e crea necessariamente un’area di segretezza nella relazione.

Esistono anche delle variazioni, come:

Only-Tell-When-Asked (OTWA) – si raccontano le proprie esperienze solo quando il/la partner è pronto a ricevere questa informazione e la richiede.

Un altro accordo è la “regola delle 100 miglia” che ammette esperienze extra-relazione solo quando si viaggia e si è lontan* da casa (magari anche a meno di 100 miglia ;)).

Ci sono poi (anzi, meglio prima) gli accordi a tutela della salute sessuale che riguardano l’uso di contraccettivi e misure di protezione da IST.

Bazzicando un po’ per il mondo dello scambismo, abbiamo notato che molte coppie più che degli accordi fissano delle regole rigide che danno l’idea di  “proteggere la coppia”, come per esempio:

no baci in bocca

solo sesso non penetrativo al di fuori della coppia

solo esperienze tra coppie (no persone singole)

one penis policy (per le coppie etero-assortite): solo esperienze con ragazze/donne, no altri uomini/peni.

Va da sé che se gli accordi riguardano anche altre persone (per esempio quelle esterne alla coppia con cui si condividono esperienze), vanno dichiarati prima e negoziati con esse: tutte le persone devono essere allineate e giocare secondo le stesse regole.  

Quello che secondo noi può fare la differenza quando si inizia a sperimentare è la consapevolezza che sia impossibile prevedere ogni situazione nuova che si incontrerà, come ci farà sentire e come ci sentiremo di reagire in quella situazione. Quindi alcuni accordi verranno stabiliti man mano che si sentirà la necessità di farlo e altri andranno rivisti o magari eliminati. Al di là di tutti gli accordi che si possono stabilire prima, bisogna concedersi la possibilità di testarli sul campo ed eventualmente rinegoziarli.

Se gli accordi dovessero saltare nel momento in cui ci si trova nella situazione (a meno che questo succeda per una palese mancanza di rispetto e con evidente scorrettezza) non bisogna andare nel panico: ci si ferma, ci si confronta su quello che è andato storto, si trova un nuovo equilibrio cercando di capire se era la situazione a essere inadatta oppure se gli accordi non rispecchiavano le esigenze,  gli stati emotivi, la predisposizione di qualcun*.

Friendly reminder: gli accordi servono ad unire, non a vincolare. Meglio essere explorers alla ricerca del piacere che vigilantes del sesso 😉


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